“Di fronte al rischio di nuove trivellazioni ci aspettiamo risposte concrete, quali lo stop immediato a nuove estrazioni di idrocarburi in mare e a terra, a partire dalle 96 richieste di prospezione, ricerca e coltivazione in attesa di via libera;

il taglio dei 16 miliardi di euro di sussidi annuali alle fonti fossili; una legge che vieti l'uso dell'airgun per le prospezioni; un Piano energetico nazionale per il clima e l'energia che punti alla decarbonizzazione dell'economia e a un futuro rinnovabile, rispettando così gli impegni presi alla Cop21 di Parigi”. Questo il commento di Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, al via libera del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) a tre nuovi permessi per riprendere le ricerche di petrolio nel mar Ionio.        

I dati aggiornati da Legambiente mostrano un Paese che continua la sua corsa all'oro nero. Ad oggi su 16.821 kmq sono ben 197 le concessioni di coltivazione tra mare (67) e terra (130), cui si potrebbero aggiungere 12 istanze di concessione di coltivazione (7 in mare e 5 a terra).
 
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